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intervento per PNX: dove?

intervento per PNX: dove?

Salve,
Ho avuto il mio primo pneumotorace spontaneo nel novembre 2015, un drenaggio di emergenza è stato fatto in quanto il polmone era completamente collassato su se stesso.
C’è da dire che nel luglio 2006 ho avuto un incidente stradale dove ho riportato tutte le coste incrinate sul lato sinistro, un emotorace che non ha necessitato di alcun trattamento così come la contusione splendida seppure massiva.
Dopo 6 mesi di inattività ho ripreso a fare sport, pallanuoto e palestra anche a livello agonistico e ho sempre sentito di non essere al 100% ma comunque non ho avuto ricadute.
Ho avuto un altro pneumotorace di 1 centimetro a livello apicale un circa sei mesi fa dopo un volo aereo e si è riassorbito da solo.
Ne ho avuto un altro circa una settimana fa sempre sul lato apicale sinistro di 3 cm circa.  Mi hanno mandato a casa  dopo tre ore senza tenermi in osservazione per almeno 24 ore .
Dopo due giorni son tornato in ospedale perché il “brontolio lo avvertivo non più solo a livello apicale ma anche sulla base diaframmatica del polmone sinistro, e facendo respiri profondi, oltre alla classica sensazione di pugnalate al petto avverto un tumore tipo ribollire anche a destra  in modo molto lieve.
Mi sono sempre stati fatti solo raggi X e mai una tac toracica per valutare la presenza o meno di bolle d’aria dislocate in vari punti.
Non sento che la situazione vada meglio a distanza di una settimana, ho come la sensazione di avere una busta al posto del polmone sconnessa da quasi tutta la pleura toracica.
Il problema è che tutti e tre questi episodi sono avvenuti in Inghilterra dove vivo e lavoro.
Sono un capotecnico di tac e risonanza magnetica e vedere che un medico in pronto soccorso vado su Google per fare qualche ricerca dopo aver visto la mia radiografia toracica e mi viene a dire che deve aspettare il referto ufficiale del medico radiologo mi lascia un bel po’ perplesso.
LA MIA DOMANDA È…POSSO FIDARMI A FARE UN OPERAZIONE DELICATA SEPPUR MINIINVASIVA IN UN CONTESTO DOVE AVVERTO DELL’INCOMPETENZA?
SAREBBE OPPORTUNO PRENDERE UN AEREO E VENIRE IN ITALIA, PER OTTENERE IL MIGLIOR TRATTAMENTO E RISULTATO POSSIBILE?
Si potrebbero eventualmente, ove necessario trattare entrambe i polmoni ? E’ davvero necessaria l’asportazione apicale o basterebbe il laser yag a bruciare le bolle ad aiutare la nuova adesione tra pleura viscerale e toracica?

Il caso clinico esposto dal paziente è riferibile ad un pneumotorace spontaneo primitivo sinistro recidivo. La British Thoracic Society pleura disease guidelines 2010, raccomanda oltre all’RX del torace , specialmente al secondo episodio, l’esecuzione di una TAC torace. Questo esame è indispensabile per rilevare la presenza di eventuali piccole bolle apicali mono o bilaterali. Tale situazione confermerebbe, nel caso in discussione,   che si tratta di un pneumotorace spontaneo primitivo e non di un pneumotorace secondario ad altre patologie polmonari, Trattandosi di una seconda recidiva, a questo punto, l’intervento chirurgico si impone. Tale intervento deve essere eseguito in chirurgia mininvasiva ( Toracoscopia videoassistita) e consiste nella resezione con suturatrice meccanica di una piccola parte di apice polmonare contente le bolle subpleuriche . Tale asportazione non incide minimamente sulla funzionalità respiratoria successiva se non sono presenti malattie polmonari associate. L’intervento si esegue prima dal lato dove si è manifestato il pneumotorace e successivamente, a distanza di un mese o anche più , controlateralmente se alla TC sono state evidenziate bleb apicalì. L’utilizzo del laser yag e dell’elettrocoagulazione per la ablazione delle bolle è di più recente introduzione ma comunque validate e dipende anche dalla disponibilità della metodica nella struttura che eventualmente si sceglie. La pleurodesi ( la adesione delle due pleure viscerale e parietale) può essere termica ( con Argon o semplicemente con il bisturi elettrico), chimica con l’introduzione nel cavo pleurico di sostanze quali il talco ( sempre meno utilizzato almeno nei pazienti giovani) o lo iodopovidone (Betadine) o meccanica con l’abrasione della pleura parietale apicale, anteriore e posteriore fino all’ilo polmonare. La pleurectomia ( asportazione della pleura parietale ) della parte superiore del cavo toracico, da alcuni praticata sistematicamente,in genere si effettua nei pazienti con pneumopatia bollosa o enfisema importante che possono favorire la recidiva. Dopo tali trattamenti l’incidenza di recidiva di pneumotorace viene riportata tra l’1% ed il 5%. In Inghilterra ci sono tanti centri di Chirurgia Toracica e può rivolgersi ad uno di essi: dipende da dove risiede per scegliere il Centro più vicino. Lo stesso vale per l’ Italia dove ci sono molti Centri di Chirurgia Toracica di altissimo livello: la scelta può essere fatta anche e soltanto in base ad un criterio di vicinanza.   Il periodo di convalescenza per una guarigione completa è di trenta giorni, dopo potrà iniziare di nuovo gradualmente la sua attività sportiva.

Prof Felice Mucilli

Direttore UOC Clinica Chirurgica ad indirizzo Toracico –

Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti

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