Home
Pectus excavatum

Pectus excavatum

Salve, dopo aver letto alcune risposte degli esperti, volevo chiedere informazioni a riguardo del petto escavato.
ho 21 anni e ho il petto incavato da quando ne avevo circa 13, la nascita è presumibile, secondo visite passate, allo stress.
col passare degli anni ho notato variazioni in campo di attività, meno fiato (nuoto), più fatica per eseguire azioni uguali a prima.

Gentili saluti
Tiziano

l pectus escavatum è una malformazione della parete toracica dovuto ad un ” abnorme ” crescita delle cartilagini costali che spingono lo sterno verso l’ interno del torace. Tale situazione ha conseguenze di tipo estetico, accompagnate spesso da importanti problemi psicologici di relazione, soprattutto nei soggetti più giovani, e conseguenze fisiopatologiche. La deflessione dello sterno riduce in toto il volume del torace e disloca il cuore; tale situazione può tradursi in sintomi quali la mancanza di fiato, specialmente sotto sforzo, e palpitazioni.
Per valutare la gravità del pectus escavatum i pazienti devono sottoporsi ad una visita specialistica con il chirurgo toracico portando con sé tre esami; una RMN smdc  del torace ( non la TC per non sottoporre i giovani pazienti ad inutili radiazioni ) per lo studio di alcuni parametri, primo tra tutti l’ indice di Haller ( rapporto tra il diametro trasverso ed antero-posteriore nel punto di massima deflessione del torace ), una spirometria completa per valutare la funzione respiratoria ed un ecocardiogramma per valutare se presente un’ insufficienza della valvola mitralica dovuta alla geometria che il cuore assume in questi casi.
La correzione di tale difetto prevede due possibilità; una conservativa ed una chirurgica.
Quella conservativa ed utilizzata specialmente nei bambini consiste nell’ utilizzo di ” campane ” che si applicano al petto dei pazienti che con un meccanismo ” aspirativo ” tendono a sollevare lo sterno. Tale metodica comporta di tenere per lungo tempo e per la maggior parte  della giornata tale presidio. Non sempre tali condizioni vengono rispettate rendendo la metodica  inefficace.
La correzione chirurgica prevede due tipi di interventi: la sternocondroplastica sec. Nuss e la sternocondroplastica sec. Ravitch. Nel primo caso l’ intervento è di tipo endoscopico e prevede due piccole incisioni sul torace a destra ed una a sinistra. Con tecnica  videoassistita si posizionano una o due barre metalliche,  a seconda dei casi, nel punto di maggiore deflessione dello sterno per poi essere ancorate ai lati del torace. Nel secondo caso, l’ intervento è a cielo aperto e consiste in una incisione di 10-15 cm circa sopra lo sterno e nella demolizione delle cartilagini costali che determinano l’ infossamento dello sterno; anche in questo caso si posiziona una barra metallica per sollevare e mantenere lo sterno nella posizione desiderata. Nel primo caso la barra deve essere mantenuta per 3-4 anni, nel secondo per circa un anno. Il risultato, sia estetico sia funzionale, è immediato. Si tratta comunque  di interventi complessi eseguiti in anestesia generale che possono avere anche complicanze serie di cui il paziente deve essere informato e consapevole.
E’ fondamentale quindi che i pazienti con il pectus siano valutati da Specialisti dedicati in Strutture che prevedano non solo la competenza chirurgica ma anche un’ organizzazione ( supporto psicologico se necessario e follow-up fisiatrico ) per ottimizzare e stabilizzare il risultato.
Dr. Alessandro RINALDO
SC Chirurgia Toracica
Dip. Cardiotoracovascolare
ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda