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Pectus excavatum

Pectus excavatum

Gentile Dottore sono un uomo di 54 anni peso 75 kg che io mi ricorda ciò uno sterno incavato da quando avevo 10 anni fino adesso non mi ha mai dato problemi soltanto un poco al cuore il cardiologo dice che il cuore si è un poco ingrandito perché lo spazio è poco e con il passare degli anni sarà sempre peggio voi cosa pensate alla mia età si può fare qualcosa di chirurgico grazie e scusatemi per il disturbo

Salve sono un ragazzo di 20 anni affetto da pectus excavatum. Da tempo mi interrogo sulle possibilità di correzione di questa malformazione, ma ho sempre incontrato le perplessità del mio medico curante circa eventuali operazioni. Il problema è prevalentemente di carattere psicologico ed è un aspetto ampiamente sottovalutato. Volevo quindi avere qualche informazione sugli interventi chirurgici: sono a basso rischio? Possono avere complicazioni? Costano molto, considerando che credo rientrino nell’ambito degli interventi estetici? Sono consigliati o è comunque preferibile tentare di rivolgersi ad uno psicologo eventualmente per provare a superare mentalmente i disagi che questo tipo di malformazione genera?

Procediamo con ordine: la mia risposta sarà di carattere generale non conoscendo nello specifico l’entità della malformazione a tipo pectus excavatum della quale è portatore il ragazzo che avanza richiesta di chiarimenti. Il pectus excavatum rappresenta una malformazione della parete toracica anteriore con alta incidenza famigliare. Si presenta con gradi di gravità diversi che per sintetizzare possono comportare nei casi più lievi una riduzione moderata del diametro antero-posteriore del torace per infossamento del corpo sternale e dell’apofisi ensiforme senza compromissione funzionale cardio-respiratoria fino alle forme più gravi con compromissione funzionale cardio –respiratoria. Per semplificare, i casi che rientrano nel primo gruppo presentano essenzialmente alterazioni morfologiche spesso tollerate malamente dai pazienti e con inevitabili turbe della sfera emozionale e relazionale. Nel secondo gruppo rientrano i casi più gravi nei quali il quadro clinico è dominato dalla sintomatologia disfunzionale cardio-respiratoria. Entrambi i gruppi debbono essere oggetto di attenzione e di attenta valutazione al fine di potere stabilire l’atteggiamento più corretto da seguire dal punto di vista terapeutico. Dopo 40 anni di esperienza ed oltre 150 casi operati ritengo che per i soggetti rientranti nel gruppo che non presenta alterazioni funzionali cardio-respiratorie penso che in primis il trattamento debba basarsi su un trattamento psicoterapeutico per ottenere l’accettazione di questo particolare aspetto della parete toracica anteriore che non implica danno cardio-respirtorio. Riserverei l’intervento correttivo di Ravitch soli ai casi rientranti nel secondo gruppo. In questo caso l’intervento terapeutico e non eminentemente estetico rientra tra quelli contemplati dal SSN e quindi completamente gratuito. Esiste anche la possibilità del trattamento del pectus mediante la tecnica di Nuss da me mai utilizzata. Nel caso specifico di questo giovane sarebbe indispensabile una valutazione clinica per potere essere ancora più espliciti nella definizione del programma terapeutico.
Uliano Morandi

Prof. Uliano Morandi
Professore Ordinario Chirurgia Toracica
Università Modena e Reggio Emilia
Direttore S. C. Chirurgia Toracica
Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena

Un commento

  • Andrea ha detto:

    Buonasera, sono un uomo di 45 anni è fin da piccolo avevo il pectus excavatum.
    È sempre stato qualcosa che mi ha condizionato.
    Vorrei sapere se è’ possibile intervenire, se la tecnica di Nuss (che mi sembra meno invasiva) è possibile.
    In caso affermativo quali ospedali e quali medici a Bologna eseguono tale intervento.
    Vi ringrazio in anticipo x l’attenzione

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