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NEWS:

Articolo per articolo cosa è cambiato dopo il passaggio alla commissione Sanità del Senato

 

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35° CONGRESSO NAZIONALE SICT

ROMA 06-08/10/2016

VINCITORI PREMI

 

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Discorso inaugurale del Presidente del 35° Congresso Nazionale SICT   

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A nome della Società Italiana di Chirurgia Toracica rivolgo un cordiale benvenuto e un sentito ringraziamento alle Autorità che con la loro presenza hanno voluto aggiungere valore a questo nostro evento societario di Roma 2016.

Carissimo Presidente della Società Italiana di Chirurgia Toracica, carissimi Membri del Consiglio Direttivo, carissime Colleghe e Colleghi, gentili signore e signori, l’inaugurazione di questo Congresso non può non riportare la mia mente a tempi ormai lontani, quando, nel luglio del 1972, mi trovavo proprio in questo Auditorium per discutere la tesi di laurea e mai avrei immaginato allora che molti anni dopo, nella stessa sede, avrei vissuto una nuova emozionante avventura, l’inaugurazione del 35° Congresso della Società Italiana di Chirurgia Toracica e l’inizio del biennio di presidenza della Società.

E’ questo il motivo per cui ringrazio il Consiglio Direttivo che ha assecondato la mia richiesta che il Congresso, nato in collaborazione con le Chirurgie Toraciche della Sapienza e del Sant’Andrea, si svolgesse presso la mia Università, luogo in cui ho avuto il privilegio di trascorrere tutta la vita accademica e professionale.

Come prima cosa sento il dovere di porgere un sincero omaggio a due delle figure più rappresentative e memoria storica della nostra disciplina, il professor Costante Ricci, Presidente onorario della Società e il professor Giovanni Ferrante, che ci onora della sua presenza e che con il suo instancabile entusiasmo ha sempre tenuta alta e viva la nostra immagine.

Non posso poi esimermi dal dedicare un pensiero doveroso ma soprattutto pieno di affetto al professor Aurelio Picciocchi, con cui ho condiviso esperienze umane e professionali straordinarie e che per primo mi ha fatto scoprire il fascino della chirurgia toracica.

Un ultimo speciale pensiero voglio poi dedicarlo a chi ha molto contribuito alla mia maturazione professionale: il compianto professor Nael Martini, per tanti anni Direttore della Chirurgia Toracica del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, amico premuroso e maestro rigoroso. La fontana delle tartarughe, posta al centro della deliziosa piazzetta Mattei, è uno dei gioielli di Roma che amava di più. Sceglierla come immagine simbolo del nostro congresso vuole essere l’omaggio alla memoria di un gigante cui la chirurgia toracica in ogni angolo del mondo deve riconoscenza per aver sistematizzato alcuni dei principi fondamentali della nostra disciplina.

Ma torniamo al Congresso.

In piena sintonia con il Consiglio Direttivo ho voluto che queste giornate nascessero all’insegna della sobrietà, sia perché ritengo che un evento scientifico non debba essere una costosa vetrina, sia perché, in un momento in cui una parte del paese a noi molto vicina soffre delle conseguenze di un drammatico evento naturale, è dovere di tutti assumere un atteggiamento di composta partecipazione.

Con mio grande compiacimento ho registrato che anche quest’anno è altissima la qualità dei contributi scientifici, desumibile già dal programma dei lavori. In linea con le nostre ormai consolidate tradizioni, autorevoli Commissioni, che ringrazio per l’impegno prestato, hanno selezionato rigorosamente i contributi inviati in modo anonimo, ed è confortante constatare che molti dei lavori proposti per la valutazione ed accettati per la presentazione sono frutto dell’impegno dei nostri più giovani rappresentanti e spesso anche dei nostri specializzandi. Anche quest’anno, a sottolineare il nostro apprezzamento per il lavoro e l’impegno di tanti colleghi, abbiamo mantenuta viva la tradizione di premiare in modo tangibile la migliore presentazione di ogni sessione.

Organizzare questo congresso significa, a mio modo di vedere, assumersi una grande responsabilità: mettere a disposizione dei Pazienti, delle Istituzioni e delle Aziende i risultati dei nostri lavori, che si aggiungono all’esperienza maturata nel corso dei quasi settant’anni di vita della Società. Proprio per questo il Congresso è il cardine della vita della nostra comunità: un momento di confronto e di riflessione condivisa che ha per obiettivo il continuo miglioramento delle nostre attività scientifiche, assistenziali, organizzative e soprattutto didattiche.

In tale ottica nei recenti anni passati, grazie alla lungimiranza dei nostri Presidenti, abbiamo avviato un ambizioso e oneroso progetto per l’accreditamento delle strutture, accreditamento possibile solo confrontandosi con standard validati da un ente terzo sul modello della Joint Commission.

Oltre a rappresentare uno strumento indispensabile per stimolare il nostro continuo miglioramento, questo processo va nella direzione indicata da molte regioni sulla base dei dati quali-quantitativi pubblicati annualmente dall’AGENAS. I nuovi modelli organizzativi si baseranno, quindi, sul possesso di requisiti specifici abilitanti al trattamento di patologie ad alta complessità o di pazienti particolarmente complessi. Di conseguenza sarà inevitabile, in sintonia con le Istituzioni, un processo di concentrazione delle prestazioni volume-dipendenti nei soli Centri che rispondono ai requisiti che noi stessi abbiamo contribuito a stabilire.

Si tratta di un atto dovuto e necessario: dovuto alle migliaia di Pazienti che a noi si rivolgono con fiducia e che chiedono garanzie sulla qualità delle prestazioni che ricevono; necessario perché può contribuire ad arginare quella migrazione di malati e famiglie spinte lontano alla ricerca di un risultato che spesso avrebbero a portata di mano.

Ai nostri Pazienti e alle loro Associazioni dobbiamo anche una maggiore attenzione in termini di comunicazione e condivisione delle scelte. E’ arrivato infatti il momento di aprirci e dare ascolto a queste organizzazioni, senza temere di esporci al confronto, perché la loro battaglia per la salute è la nostra stessa battaglia.

Dobbiamo quindi fare in modo che i Pazienti riconoscano con chiarezza la nostra autorità scientifica, identificando in noi la fonte autorevole e accreditata per la produzione e la circolazione di informazioni corrette. Troppo spesso, infatti, i media invadono il campo dell’informazione scientifica con notizie su presunte cure miracolose per gravi malattie: si tratta di notizie spesso incontrollate, non veritiere o solo parzialmente veritiere, che avallano false e costose speranze di guarigioni e che raramente trovano smentite autorevoli.

Ecco, la nostra Società ha e sente il dovere di vigilare e prende ufficialmente l’impegno, per quanto di competenza, di mettere ordine nella giungla dell’informazione medica, favorendo la diffusione di ciò che è corretto e smentendo con fermezza ed autorevolezza le false notizie.

Una Società scientifica ben funzionante e rappresentativa della comunità di riferimento è anche una ricchezza, finora purtroppo raramente sfruttata, per le Istituzioni e per il Legislatore.

Ebbene, senza timore di essere smentiti, abbiamo la presunzione di essere una Società che, dal punto di vista statutario e della trasparenza amministrativa e dal punto di vista della qualità scientifica e professionale dei Soci, ha tutte le carte in regola per affiancare le Istituzioni e il Legislatore nei grandi cambiamenti culturali e organizzativi del mondo della Sanità.

L’ultima riflessione è dedicata alle Aziende che da sempre offrono un costante supporto alle iniziative societarie e che con competenza curano assiduamente il nostro aggiornamento sulle tecnologie più avanzate.

Gli eventi scientifici che annualmente vengono proposti dai nostri Soci, che quasi sempre richiedono il supporto degli sponsor, sono segno di un vivace fermento culturale e di una ineludibile esigenza di formazione, ma al tempo stesso richiedono un impiego di risorse oggi non più sostenibile.

La Società ha il dovere di regolare le attività per cui viene richiesta la sua egida o il suo patrocinio, mantenendo inalterata la dovuta attenzione alle esigenze di formazione fortemente sentite dalle varie Sedi, favorendo quando possibile l’utilizzo di quegli strumenti di formazione a distanza che possono, almeno in parte, sostituire i più impegnativi eventi in presenza.

Vorrei infine invitare le Aziende ad unire i loro sforzi ai nostri sforzi per aiutare concretamente la ricerca. Offriamo pertanto in modo disinteressato e trasparente la massima disponibilità ad essere coinvolti sempre di più nella fase di ideazione, elaborazione e sperimentazione di nuovi prodotti, dispositivi e modelli organizzativi: abbiamo da mettere a disposizione le nostre competenze, la nostra esperienza e la nostra grande fantasia creativa.

Mentre mi accingo ad iniziare il biennio di Presidenza della Società, voglio ribadire pubblicamente che è mia intenzione garantire continuità a tutte le iniziative intraprese da chi mi ha preceduto, a cominciare dal processo di razionalizzazione che ha riportato all’interno della Società quei gruppi di studio e di lavoro che svolgevano in autonomia le proprie attività. Mi riferisco al VATS Group, al Registro Clinico Italiano delle Metastasi Polmonari, al Gruppo di Studio Nazionale sulle Neoplasie Rare del Polmone e al neonato Gruppo di Studio sul Nodulo Polmonare Solitario.

Nell’ottica della razionalizzazione e soprattutto del buon senso, pur se in controtendenza rispetto a quanto oggi accade in altre branche della medicina, coltivo un altro progetto ambizioso, o meglio un sogno: riportare in un unico ambito le Società Scientifiche che, rivolgendosi ai medesimi professionisti, hanno di fatto finalità simili o complementari, potenziando le sinergie e evitando inutili e costose duplicazioni di eventi, di cariche e di segreterie societarie.

Consentitemi infine un doveroso pensiero per i Presidenti che mi hanno preceduto: Franco Giampaglia, che per primo ha promosso la mia presenza in ambito societario; il compianto professor Giuliano Daddi, grande uomo e grande chirurgo che ha lasciato un segno indelebile e un vuoto incolmabile.

Ho avuto in seguito il privilegio di collaborare con altri tre grandi Presidenti: Davide Dell’Amore, Alfredo Mussi e Guglielmo Monaco. Li ringrazio per come hanno fatto crescere la nostra Società e spero di essere in grado di trarre dal loro esempio gli insegnamenti necessari a non demeritare nell’assunzione di questa prestigiosa carica.

In ultimo un grande grazie a tutto lo staff della Chirurgia Toracica del Policlinico Gemelli e allo staff della Zerosei Congressi, in particolare a Francesca Cocquio e a Elisa Bezzi, che ormai da molti anni seguono la nostra Società, i nostri eventi e i nostri capricci con pazienza, competenza, e affetto.

Voglio chiudere con un omaggio alla città che ci ospita, citando alcuni versi di Cesare Pascarella, uno dei più grandi poeti romaneschi, tratti dalla sua opera postuma “Storia nostra”:

Quelli? Ma quelli, amico, ereno gente

Che prima de fa’ un passo ce pensaveno

Dunque, si er posto nun era eccellente,

Che te credi che ce la fabbricaveno?

A queli tempi lì nun c’era gnente;

Dunque, me capirai, la cominciaveno:

Qualunque posto j’era indiferente,

La poteveno fa dovunque annaveno:

La poteveno fa’ pure a Milano,

O in qualunqu’antro sito de lì intorno,

magara più vicino o più lontano.

Poteveno: ma intanto la morale

fu che Roma, si te la fabbricorno,

la fabbricorno qui.

 

La chirurgia Toracica Italiana torna a Roma dopo quasi 20 anni: la città eterna, in questo anno del Giubileo della Misericordia, è particolarmente accogliente anche con la pioggia e spero vivamente che chi non è occupato con i lavori congressuali possa godere di tutte le opportunità che offre e della sua grande bellezza.

Grazie a tutti e…di nuovo Benvenuti!

 

Pierluigi Granone

Presidente SICT

 

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