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Frattura sternale per trauma stradale

Frattura sternale per trauma stradale

Salve Dottore,
sono un ragazzo di 30 anni di Lucca,ho bisogno del suo aiuto poichè mi è stato consigliato da un medico di contattare un chirurgo del torace.
Esattamente due anni fa,in seguito ad un incidente stradale,ho riportato una frattura sternale(credo scomposta).
In seguito allo scontro ho sviluppato nel giro di non molto tempo un ematoma addominale vistoso e anche un altro 1/3 del corpo sternale che comunque se ne sono andati nelle settimane successive senza problemi.
Il consiglio sul referto medico dopo l’incidente consisteva in 5 sedute di laser co2 e 3 sedute di fisiokinesiterapia (da rivalutare con successiva rx sterno),trattamenti che però non ho eseguito.
La prima lastra,poco più di un mese dopo l’incidente evidenziava esiti di frattura del manubrio sternale con monconi ossei scarsamente consolidati e non in asse.
L’ultima rx (della scorsa estate) riferisce:”esiti traumatici sul manubrio sternale in assenza di disallineamenti rx percepibili delle corticali ossee.
Non tumefazioni dei tessuti molli retrosternali”
L’estate scorsa ho voluto eseguire una rx di controllo perchè spesso,durante tutto l’arco di periodo dall’incidente fino ad oggi,durante la giornata avverto una dolorabilità fastidiosa in corrispondenza del trauma,e anche se relativamente leggera è persistente.
Ho bisogno d’aiuto,quindi Le chiedo gentilmente di fornirmi un Suo parere,se fosse probabilmente necessario intervenire chirurgicamente o se esistono terapie efficaci come le onde d’urto,magnetoterapia o la fisioterapia che anche a distanza di tempo possano avere una certa efficacia che mi permetta di alleviare questo problema senza dover intervenire e in tal caso potesse darmi qualche contatto in merito.
RingraziandoVi di cuore,
Stefano

Buongiorno Sig. Stefano,
le fratture dello sterno negli incidenti stradali sono abbastanza rare, e quasi sempre conseguenza di un impatto antero-posteriore violento. L’introduzione delle cinture di sicurezza, pur riducendo globalmente la gravità delle lesioni traumatiche, ha paradossalmente aumentato l’incidenza delle fratture sternali.
La radiografia dello sterno con proiezioni antero-posteriore, laterale ed eventuali oblique, resta lo standard diagnostico di riferimento. Il grado di scomposizione della frattura evidenziato alla radiografia è correlato al rischio di lesioni intratoraciche associate.
Nelle fratture sternali isolate non sono in genere necessarie altre indagini dopo l’ECG e l’Rx torace. Il paziente con frattura sternale isolata, con parametri vitali normali, senza comorbilità, e con ECG e Rx torace nella norma, può essere dimesso in sicurezza dopo una breve osservazione.
Il trattamento chirurgico con ricorso alla fissazione chirurgica della frattura è rarissimo e di solito riservato a casi con monconi notevolmente scomposti. Il trattamento chirurgico avviene solitamente in fase acuta, e, a distanza dal trauma, solo in caso di formazione di pseudo-articolazione.
Per quanto riguarda il dolore che lamenta e il miglioramento con benzodiazepine, questo, a mio avviso, avviene per 2 motivazioni. La prima è che le benzodiazepine innalzano semplicemente la soglia del dolore e calmano l’ansia che il dolore induce. Poi hanno un ottimo potere miorilassante e il suo dolore potrebbe derivare da contratture muscolari.
In conclusione la radiografia più recente mostra un buon esito della frattura del manubrio sternale, non è assolutamente necessario alcun trattamento chirurgico e le consiglierei una fisioterapia e una ginnastica con esercizi di stretching.

Prof. Marco Lucchi
Professore Associato Med/21 Università di Pisa
Direttore UOC Chirurgia Toracica – AOUP

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