Cari Colleghi e Amici della Società Italiana di Chirurgia Toracica,

il Professor Costante Ricci, già Presidente della nostra Società e fino ad ora suo Presidente Onorario, si è spento serenamente il Primo Luglio 2018 circondato dall’amore dei suoi cari.

La sua prima lezione, è una lezione per chiunque si affacci ad una vita nella chirurgia: è possibile, se lo si vuole, avere una carriera brillante ed una famiglia felice. La gentile signora Mada, compagna intelligente e discreta della sua vita, le figlie Cecilia, Silvia e Lucia hanno sempre avuto in lui una figura presente; così come noi allievi e colleghi.

Scriviamo queste parole non per il rispetto, non per la stima per il Professor Ricci; non per la riconoscenza immensa che pure proviamo per lui. Lo facciamo semplicemente per l’affetto che gli portiamo. Siamo stati fortunati; abbiamo potuto manifestargli tutto il nostro affetto negli ultimi 20 anni, dopo che lui era andato in pensione, e quindi senza il rischio che la tenerezza potesse essere fraintesa per calcolo o per interesse, visto che la nostra vita professionale non dipendeva più da lui.

La morte è una brutta cosa, ma ancora più brutto è il rimpianto; il rimpianto per le parole non dette, per un gesto affettuoso trattenuto. Ebbene, con il Professore noi non abbiamo rimpianti: lo abbiamo avuto a lungo e ben in salute e abbiamo potuto dirci tutto. Lo siamo andati a trovare, siamo usciti a cena, e ogni anno abbiamo festeggiato il suo compleanno. E ogni 24 febbraio lui ci accoglieva sorridendo con i suoi occhi straordinariamente penetranti: “ogni anno che passa mi sento più forte!” diceva.

Noi due, abbiamo ricevuto da lui un dono umano immenso: ci ha reso amici per la vita. Ci ha fatto incontrare, ci ha ben bene strapazzato, ci ha fatto condividere la stessa stanza per anni; tra noi, coetanei, stessa carriera, stessa ambizione, mai un litigio; mai un’invidia. Un unicum mondiale nella chirurgia, arte di primedonne egocentriche.

Costante Ricci uomo è tutto racchiuso nei brevi tratti che ne delinea la figlia Cecilia: “E’ difficile descrivere l’inconsueto equilibrio tra delicatezza di aspetto (piccolo di statura, colori non aggressivi, sguardo mite e interrogativo) e forza di carattere. Non esprimeva nessuna forza con gesti di imperio o alzando la voce. Non serviva. Altrettanto unico il contrasto perfettamente armonico tra ruvidezza appenninica e eleganza naturale, che gli permetteva di indossare con disinvoltura quelle sue giacche, camicie e cravatte, gli occhiali e la sua acqua di colonia, ben oltre le circostanze che lo richiedevano. Un distillato di umanità, dolcezza, passione e grazia, rigore e un’onestà che rasentava l’ingenuità. Un patrimonio di inestimabile valore.”

Ma non possiamo non parlare del Professor Ricci chirurgo, accademico e Maestro. Noi da lui abbiamo imparato tante cose; ma la più importante è :

” E’ sempre colpa tua!” Tuonava.

“Ma professore, il malato era matto, si è buttato dalla finestra!”

“Non importa! Tu lo dovevi prevedere! Quando una persona è sotto la tua responsabilità, tu sei responsabile di tutto.”

L’esempio è paradossale, ma quanto è vero! Nella chirurgia come nella vita. E’, tra le tante, la sua lezione più importante: sii un uomo; non sfuggire alle tue responsabilità. Detto da un uomo rigoroso ed esigente prima di tutto con se stesso. Un uomo intelligente, allegro, generoso; mai meschino; mai invidioso.

Rispettato dai colleghi, amato dagli allievi, gloria della chirurgia italiana nel mondo. Abbiamo ricevuto queste righe da Alec Patterson, unanimemente considerato il più grande chirurgo toracico vivente, estimatore del Professore e anche suo amico; vorremmo che le leggeste:

“E’ stato per me un grande onore conoscere il Professor Ricci per quasi 40 anni. Era un caro amico e coetaneo del mio Professore e Maestro Griff Pearson, che ha fondato e sviluppato la scuola di chirurgia toracica di Toronto. Giovane chirurgo, io ho potuto osservare questi due giganti incontrarsi negli anni con uno scopo comune: il progresso della chirurgia toracica attraverso l’istruzione e la cura dei giovani.

E’ in questo contesto che io riconosco al Professor Ricci una visione futuristica in anticipo con i tempi. Al contrario della grande maggioranza dei suoi coetanei, egli ha capito che per il futuro della chirurgia, i suoi allievi erano molto più importanti che lui stesso. La sua attenzione, ammirazione e affetto per i suoi allievi era palese. Ha fatto in modo che essi ricevessero la migliore istruzione possibile e che potessero osservare da vicino i migliori chirurghi del mondo. Come logica conseguenza, gli allievi del Professor Ricci hanno meritato il riconoscimento di leader internazionali e La Sapienza un ruolo di spicco tra i centri di chirurgia toracica a livello mondiale.

Ci rattrista la scomparsa di un grande collega, Maestro e amico. Al tempo stesso celebriamo nel Professor Ricci la dedizione di una vita all’eccellenza, la sua lezione, la sua eredità.”

G.Alexander Patterson

Nei Sepolcri si legge:” sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna”

Il Professor Ricci lascia naturalmente l’affetto immenso della sua bellissima famiglia; ma lascia anche una cosa altrettanto importante per un Maestro e un Accademico: il suo lascito siamo noi, i suoi allievi, e questo ci conferisce una grande responsabilità.

Noi piangiamo oggi la scomparsa dell’uomo Costante Ricci, ma salutiamo l’immortalità del Professor Ricci; una immortalità laica, culturale e spirituale , nutrita dai noi suoi allievi, dai nostri allievi dopo di noi, e dagli allievi dei nostri allievi.

Federico Venuta

Erino A. Rendina